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Nuovo trattamento per l'insufficienza cardiaca

12 agosto 2013 • curarsi 2719
Le parti danneggiate del cuore possono essere riparate con le cellule del midollo osseo dello stesso paziente.
Alcuni ricercatori sono riusciti infatti a far crescere nuove cellule cardiache sane in pazienti debilitati con insufficienza cardiaca, seminando cellule ricavate dal midollo osseo del paziente stesso.

Questa procedura, che alcuni chiamano riseminazione del cuore, è in corso di studio su piccoli gruppi di pazienti in parecchi paesi, ma secondo il cardiologo Raymond J. Gibbons della Mayo Clinic, sembra che la Germania sia il leader in questa nuova tecnologia. Gibbons ha tenuto una conferenza presso l'American Heart Association dove sono stati presentati gli ultimi e più interessanti studi di trapianto di cellule.

Helmut Drexel, professore di medicina e responsabile delle ricerca cardiovascolare della Medical School di Hannover Germania, afferma che il suo gruppo ha prelevato del midollo osseo dalle anche di ogni paziente e le ha trapiantate nel loro cuore proprio pochi giorni dopo che gli stessi avevano subito un attacco di cuore.

Nei cinque/sei mesi seguenti la procedura, i cuori dei pazienti che avevano subito il trapianto battevano meglio e in modo più efficiente di quelli dei 30 pazienti che erano stati sottoposti a terapia standard senza trapianto di cellule.

Questo è soltanto uno degli esempi della lunga lista presentata recentemente alla riunione della American Heart Association in Orlando USA.

Quello che molti di questi studi hanno in comune è che si utilizza un prodotto fornito dallo stesso paziente e quindi a nessun costo esterno.

Il dr. Perrin, assistente al Baylor College of Medicin in Houston, ha iniettato le cellule del midollo osseo direttamente nel muscolo cardiaco di pazienti con insufficienza cardiaca. Nel suo studio ha confrontato il miglioramento dell'attività fisica fra 11 pazienti con importante insufficienza cardiaca e nove pazienti con la stessa patologia che non avevano subito alcun trattamento.

I risultati di questo studio dimostrarono che il consumo di ossigeno e la miglior efficienza fisica, un diretto sistema di misurazione del buon pompaggio del cuore, erano migliorati nel gruppo dei trapiantati. Il ricercatore afferma che i pazienti mostravano un miglior flusso sanguigno e una migliorata tolleranza agli esercizi, un'importante fatto in quanto quattro di questi pazienti erano completamente disabili e in attesa di un trapianto di cuore prima di ricevere il nuovo trattamento con cellule trapiantate. Ora questi quattro pazienti sono usciti dalla lista di attesa per il trapianto.

Altri tipi di cellule sono in corso di studio.

Tuttavia, sebbene le cellule siano prelevate direttamente dal paziente, i ricercatori non sono convinti che un solo tipo di cellule sia sufficiente allo scopo. Per esempio,Nabid Dib medico presso l'Arizona Heart Institute, inietta cellule muscolari prelevate dai muscoli della coscia nel muscolo cardiaco. In questo studio le cellule muscolari furono iniettate in pazienti in avanzato stato di disagio cardiaco e che erano in attesa di trapianto con apparecchiature meccaniche. Da quanto afferma, le cellule muscolari iniziarono a lavorare nel cuore nelle 72 ore successive al trapianto.

Diversamente di Perrin e Dib, i ricercatori tedeschi si stanno concentrando su pazienti che hanno subito un attacco cardiaco, quando cioè le cellule hanno subito un danno irreversibile, piuttosto che su disturbi cronici quali l'insufficienza cardiaca. Inoltre i ricercatori tedeschi iniettano le cellule nell'arteria coronaria invece che direttamente nel cuore. Secondo questa teoria, afferma Bodo Strauner, professore di medicina presso la Heinrich Heine University in Dusseldorf-Germania, attraverso l'arteria il flusso sanguigno porterebbe le cellule nell'area del cuore che ha subito il danno permanente. Strauner ha condotto il primo esperimento riuscito in questo genere di infusione di cellule.

Usando lo stesso sistema come nell'angioplastica, i ricercatori potrebbero essere in grado di iniettare le cellule al di sotto del punto del blocco che ha causato l'attacco cardiaco, anche se questa per ora è considerata una tecnologia ancora preliminare e sperimentale.

In conclusione, sebbene i risultati siano ancora molto prematuri, i ricercatori non hanno timore di esprimersi con ardite affermazioni quali la tecnica del trapianto delle cellule ha tutte le premesse per far ricrescere nuove cellule sane che sostituiscono cellule morte o danneggiate e in un prossimo futuro questa tecnica potrebbe soppiantare i trapianti.

Enrico Sironi
Fonte: WebMd

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